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Il Comune di Monteverdi Marittimo, che comprende
i paesi di Monteverdi e Canneto, è
situato agli estremi confini meridionali della
provincia di Pisa, sul versante meridionale delle
colline metallifere, ai limiti della Maremma,
si estende su una superficie di 10.000 ettari,
coperta prevalentemente da bosco ceduo e da macchia
mediterranea.
Il territorio di Monteverdi Marittimo appare abitato
fin dai tempi più antichi: l'area, inserita
in una regione ampiamente colonizzata sia dagli
etruschi che dai romani, che la battezzarono con
il nome di "Iulia Ossequiosa", rimase
però scarsamente popolata ed urbanizzata
fino all'Alto Medioevo.
La vera storia di Monteverdi ha inizio nel
754 con la fondazione della Badia di San
Pietro a Palazzuolo da parte di un manipolo
di monaci benedettini guidati dal nobile longobardo San Walfredo: da questa data, infatti,
il polo monastico mette in atto un forte processo
di espansione territoriale, economica e politica,
che contribuisce in modo determinante al rapido
accrescimento demografico dell'intera zona ed
allo sviluppo edilizio dei centri di Monteverdi,
Caselli, Gualda e Canneto, sorti, molto probabilmente,
in corrispondenza di piccoli insediamenti e nuclei
preesistenti.
A partire dal XIII secolo però,
l'incontrastato dominio della potente Abbazia
si scontra progressivamente con le ambizioni dei
signorotti dei paesi limitrofi, sempre più
attratti dalla ricchezza e dall'importanza strategica
dei territori benedettini, posti tra la valle
della Cornia e quella della Cecina, finchè, nel 1340, l'intero feudo, con le terre ed
i suoi borghi, passa sotto la soggezione della
città di Volterra.
Il
declino dell'antica Badia - dapprima sottoposta
alla Congregazione dei Vallombrosani, quindi abbandonata
e successivamente abolita - non arresta però
lo sviluppo dell'area e dei suoi centri abitati:
i castelli di Monte-verdi e di Canneto (foto
a lato), restaurati e dotati di fortificazioni
più solide, vengono anzi ad assumere un'importanza
via via crescente fino ad acquisire una dimensione
civica più consapevole ed autonoma che
li porta in breve a dotarsi di un proprio Statuto
comunale ed a farsi direttamente carico delle
proprie autorità civili.
Nel 1472, a seguito di frequenti ed alterne
vicende, Monteverdi ed il suo territorio diventano
infine parte della Repubblica di Firenze, passando
sotto la giurisdizione dell'Abate di Vallombrosa,
il quale può così fregiarsi del
titolo di Marchese di Monteverdi: a partire da
questa data, e fino agli inizi del XIX secolo - dalla dominazione dei Medici a quella dei Lorena
- i terreni ed i boschi della Comunità
sono gestiti da un livellario, posto alle dirette
dipendenze dell'Abate, che li concede in affitto
perpetuo ai contadini.
Nel 1860, dopo la breve parentesi della
dominazione francese, Monteverdi diventa infine
Comune autonomo giungendo ad amministrare, nel
1931, fino ad un massimo di 1957 abitanti,
di gran lunga superiori ai circa 850 attuali. |
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